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Attualità sabato 08 ottobre 2016 ore 09:47

Sgarbi venga in città per presentare i suoi studi

il Comune e la Soprintendenza invitano Sgarbi in città per presentare i suoi studi e puntualizzano, “L’affresco non era in deposito"



SANSEPOLCRO — Venerdì 7 ottobre alle ore 15:00, presso il Museo Civico di Sansepolcro, si è tenuta la conferenza stampa indetta dal sindaco Mauro Cornioli in merito all’articolo pubblicato da Vittorio Sgarbi su Sette, il magazine settimanale del Corriere della Sera. Nel suo pezzo, il critico ha attribuito a Piero della Francesca la paternità del San Sebastiano, un affresco custodito all’interno del Museo biturgense, divenuto oggetto di forte dibattito tra studiosi, appassionati d’arte e non solo.

Ad aprire la conferenza è stato lo stesso primo cittadino, "come amministrazione, rivolgiamo innanzitutto il nostro invito in città al professor Sgarbi affinchè possa illustrarci quello che è stato il suo percorso di studi per arrivare a queste importanti conclusioni. Si tratta in ogni caso di una notizia davvero importante, che arriva proprio a ridosso di un periodo ricco di novità sulla storia, le opere e le iniziative legate al nostro più illustre concittadino. Mercoledì 12 ottobre, anniversario della morte di Piero della Francesca, alle ore 16:00 si terrà la presentazione alla stampa della Casa di Piero, riaperta e rinnovata con nuove installazioni multimediali. Lo stesso giorno, poi, andremo a fare un saluto a Piero ai giardini pubblici, dove si sono concluse le riparazioni alla statua ed è stata finalmente rimossa l’impalcatura. Domenica 16 ottobre alle ore 11:00, invece, ci sarà l’inaugurazione ufficiale della Casa che grazie alla collaborazione tra Fondazione e amministrazione comunale tornerà disponibile a tutti.”

La parola è passata quindi alla dottoressa Mariangela Betti, direttrice del Museo Civico biturgense, che ha diramato alcune precisazioni su quanto riportato da Vittorio Sgarbi all’interno del suo articolo: “Una doverosa puntualizzazione riguarda la collocazione del San Sebastiano - ha dichiarato Betti - nell’articolo si parla di un affresco ritrovato nei depositi: negli ultimi vent’anni questo affresco non è mai stato nei depositi, ma bensì all’interno del circuito museale nella Sala delle Sinopie, un’area aperta ai visitatori dove sono presenti anche altri affreschi datati 1300 provenienti da Santa Chiara e fonte di formazione ed ispirazione per Piero.”

La serie di interventi è stata quindi conclusa dalla Dottoressa Paola Refice, della Soprintendenza di Arezzo: “Bisogna innanzitutto fare presente che a suo tempo quest’opera era collocata all’interno della chiesa di Gricignano - frazione dove Piero pare abbia vissuto per un breve periodo - e si decise in seguito di staccarla per metterla in esposizione al Museo. Si tratta tuttavia di attribuzioni visuali, che non possono costituire elemento di assoluta certezza se non accompagnate da altri tipi di indagine. Su quali basi, oltre a quelle visuali, possiamo attribuire quest’opera a Piero della Francesca? Io spero che queste cose possano essere spiegate meglio dallo stesso Sgarbi, per cui condivido l’idea di invitarlo nuovamente in città nella speranza di fare maggiore chiarezza. Nel bene e nel male, questo episodio costituirà un nuovo slancio per andarsi a rivedere le varie documentazioni, oltre che una bella occasione di visibilità per la comunità.”



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