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Il robot Rio all'ospedale di Arezzo e alla Gruccia

Il robot utilizzato per gli interventi ortopedici che era stato in funzione all'ospedale di Sansepolcro sarà stabilmente ad Arezzo

Il suo abbandono dell'ospedale di Sansepolcro aveva creato qualche polemica. Il robot Rio era stato in funzione nei mesi scorsi anche in Valtiberina e poi la Asl l'aveva trasferito come da accordi presi al momento dell'avvio della sperimentazione. 

L'ospedale biturgense era stata la prima struttura pubblica in Toscana ad utilizzarlo e seconda in Italia (dopo Modena). Presso l'ospedale della Valtiberina fino ad oggi sono state impiantate 227 protesi con tecnica robotica, di cui 125 all'anca e 102 ginocchia con ottimi risultati.

Adesso da una piattaforma robotica si passa a due piattaforme, collocate presso la sala operatoria ortopedica della Gruccia e presso il polo robotico delle sale operatorie del San Donato per dare continuità al progetto portato avanti dai due diretto ortopedici Patrizio Caldora e Luigi Ciampalini.

RIO, prodotto da Mako Surgical Corp è un braccio robotico, che permette di riprodurre sul paziente ciò che il chirurgo ha pianificato con estrema precisione sul software, eliminando l'errore umano.

"Il gesto chirurgico " ha spiegato il dott. Patrizio Caldora, "effettuato con il braccio robotico ha un margine di errore di un millimetro, oltre il quale il sistema si arresta, evitando danni potenziali ad arterie, vene e nervi."