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lunedì 10 dicembre 2018

Attualità mercoledì 14 novembre 2018 ore 19:25

Autonomie territoriali, c'è l'ok della commissione

La commissione presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) si è espressa a maggioranza sulla proposta di legge presentata da Lucia De Robertis



FIRENZE — Via libera in commissione sanità alla proposta di legge a firma della vicepresidente del Consiglio regionale, Lucia De Robertis (Pd) che introduce disposizioni straordinarie sulle zone distretto. Il testo passa ora all’esame dell’Aula. La commissione presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha licenziato il provvedimento nella seduta di ieri mattina, 13 novembre, a maggioranza (astenute le opposizioni) a seguito dell’approvazione di alcuni emendamenti a firma della stessa Lucia De Robertis con Leonardo Marras, Stefano Scaramelli ed Enrico Sostegni (Pd).

La proposta di legge, presentata dalla vicepresidente del Consiglio regionale, interviene nell’ambito delle funzioni riconosciute al Consiglio dalla legge regionale 11 del 2017, con la quale sono state accorpate alcune zone-distretto in conseguenza della riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Il nuovo provvedimento normativo consente agli enti locali di decidere, nelle zone in cui non sussistano le Società della salute, il riconoscimento dell’autonomia funzionale prevista dalla legge, attraverso la creazione di autonomie territoriali. Disciplina modalità, tempi e procedure di queste eventuali articolazioni. “Si tratta di una modifica che secondo noi risponde alle esigenze del territorio”, ha spiegato in commissione Lucia De Robertis, ricordando le richieste pervenute dai sindaci dell’area aretina.

La problematica era nata proprio a seguito dell’approvazione della legge 11/2017: in alcune parti del territorio, si legge nella relazione illustrativa della pdl, "I processi aggregativi messi in atto hanno fatto emergere per gli enti locali la difficoltà di essere adeguatamente protagonisti nelle scelte demandate alla zona-distretto. Questo è accaduto particolarmente nel territorio dell’area aretina, in ragione dell’estensione territoriale".

La stessa facoltà di autonomia territoriale non è, invece, prevista per i territori nei quali è presente la società della salute, ritenuta strumento funzionale a garantire la piena partecipazione degli enti locali.

Il vicepresidente della commissione Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ha ritirato la mozione a suo tempo presentata dal proprio gruppo per la “revisione degli ambiti della zona-distretto Aretina-Casentino-Valtiberina” e ha chiesto contestualmente di “sentire attraverso nuove audizioni i sindaci di quel territorio, secondo quanto da loro espressamente richiesto”. Ha, quindi, annunciato il voto di astensione sul provvedimento, “sul quale ci riserviamo ulteriori interventi da qui all’approvazione finale in Consiglio”.

La capogruppo di Art.1-Mdp, Serena Spinelli, ha segnalato la presenza di “altre situazioni in Toscana simili al caso della Valtiberina, penso alla zona-distretto Figline-Incisa”.

È intervenuto in commissione anche il capogruppo del Partito democratico, Leonardo Marras, che ha evidenziato la necessità di “fare in modo che le Aziende sanitarie riconoscano ai territori il valore che essi hanno, cosa che continua a non accadere. La norma presentata oggi vuole disciplinare ciò che era rimasto sospeso: la capacità delle zone dove non è stata costituita la Società della salute di vedere rispettate le proprie prerogative”.

Voto di astensione anche del Movimento 5 stelle, come ha spiegato il consigliere Andrea Quartini: “Ascoltare di nuovo i territori non sarebbe stato male – ha osservato –. Questo provvedimento è un piccolo passo proprio per far avvicinare le Asl ai territori. Resta il nostro giudizio molto critico sulle zone-distretto, che non riconoscono le zone omogenee, e sulle Società della salute, che riteniamo un fallimento”.



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