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La Cina si racconta con le tecnologie immersive alla Mostra del Cinema a Venezia

VENEZIA (XINHUA/ITALPRESS) – In una sala di proiezione situata su una piccola isola vicino al Lido di Venezia, un turista straniero ha indossato un visore per la realtà virtuale ed è entrato in un racconto cinese. Fuori dalla sala, altri spettatori attendevano in fila il proprio turno per vivere l’esperienza di “The Pigeon Ring”, un’opera […]



VENEZIA (XINHUA/ITALPRESS) – In una sala di proiezione situata su una piccola isola vicino al Lido di Venezia, un turista straniero ha indossato un visore per la realtà virtuale ed è entrato in un racconto cinese. Fuori dalla sala, altri spettatori attendevano in fila il proprio turno per vivere l’esperienza di “The Pigeon Ring”, un’opera immersiva cinese che esplora i temi della famiglia, della memoria e dei legami tra le generazioni. Questa scena dell’83esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia mostra vividamente come la narrazione immersiva stia aprendo nuove possibilità per i creatori cinesi di raggiungere il pubblico di tutto il mondo. Istituita nel 2016, la sezione “Venice Immersive” è una sezione ufficiale del festival ed è diventata uno dei più grandi eventi al mondo dedicati alle arti e ai media immersivi. Presenta opere creative di realtà estesa (XR), che spaziano da video immersivi ed esperienze di realtà virtuale e mista fino a mondi virtuali e installazioni immersive. “The Pigeon Ring”, diretto da Zhang Yuqi e Tao Shixin, è stato selezionato per il concorso “Venice Immersive” di quest’anno. Racconta la storia di una nipote che accompagna il nonno nella vecchia casa di famiglia alla ricerca di un anello per piccioni smarrito. Quello che inizia come un viaggio familiare apparentemente ordinario si trasforma gradualmente in una storia di memoria, compagnia e affetto. “La maggior parte del pubblico venuto a vedere l’opera negli ultimi giorni proveniva dall’estero”, hanno riferito Zhang e Tao a Xinhua. “Molti spettatori stranieri si sono commossi fino alle lacrime dopo averla vista. Forse l’opera ha toccato qualcosa in cui le persone possono riconoscersi emotivamente”. Questa connessione emotiva che trascende i confini culturali ha lasciato una profonda impressione anche su Michel Reilhac, co-curatore di “Venice Immersive”. Reilhac ha descritto l’opera come “molto commovente”, osservando che, senza ricorrere a narrazioni di ampio respiro e a spettacolari scene visive, “The Pigeon Ring” si concentra su una storia molto più piccola, quella di una famiglia ordinaria, riuscendo tuttavia a generare un potente impatto emotivo. “Non si fa affidamento sugli effetti speciali, ma sul cuore stesso della storia”, ha riferito Reilhac a Xinhua, aggiungendo che questo è ciò che rende le opere cinesi accessibili e apprezzate dal pubblico internazionale. Dietro queste storie ed esperienze emotive si cela un’altra forza importante: una tecnologia in rapida evoluzione. Liz Rosenthal, co-curatrice della sezione, ha evidenziato l’uso in “The Pigeon Ring” del “Gaussian Splatting”, una tecnica avanzata di rendering 3D, descrivendolo come un approccio particolarmente innovativo. “Ti trasporta davvero nella storia in un modo mai visto prima”, ha affermato. “E’ quasi come entrare in un film”. “La Cina ha compiuto progressi incredibili nell’intelligenza artificiale, nella robotica e in ogni tipo di tecnologia digitale”, ha dichiarato Reilhac, aggiungendo che lo sviluppo tecnologico del Paese sta procedendo in una direzione fortemente orientata al futuro, aiutando i creatori a realizzare opere immersive sempre più sofisticate. Il co-curatore ha inoltre elogiato lo sviluppo della formazione dei talenti nelle università cinesi. Ricordando una recente visita alla Shanghai Theatre Academy, Reilhac ha affermato di essere rimasto colpito dall’apertura dei giovani creatori e artisti cinesi nei confronti della collaborazione internazionale. Ha osservato che, insieme a “The Pigeon Ring”, nella sezione immersiva del festival vengono presentate diverse opere di giovani artisti cinesi, alcuni dei quali stanno ancora studiando all’università. “Per noi è molto importante dare spazio alle nuove voci e ai nuovi artisti, accanto a quelli più affermati”, ha dichiarato Reilhac.(ITALPRESS).– Foto Xinhua –

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