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Obesità, orforglipron riduce rischio stimato diabete e malattie cardiovascolari

SESTO FIORENTINO (ITALPRESS) – Eli Lilly and Company, l’azienda produttrice di tirzepatide, ha annunciato i risultati delle analisi post hoc dello studio ATTAIN-1, secondo cui orforglipron è risultato associato a riduzioni significative del rischio predetto a 10 anni di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari negli adulti affetti da obesità o sovrappeso e almeno […]



SESTO FIORENTINO (ITALPRESS) – Eli Lilly and Company, l’azienda produttrice di tirzepatide, ha annunciato i risultati delle analisi post hoc dello studio ATTAIN-1, secondo cui orforglipron è risultato associato a riduzioni significative del rischio predetto a 10 anni di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari negli adulti affetti da obesità o sovrappeso e almeno una comorbidità legata al peso. L’obesità è fortemente associata a un aumento del rischio di sviluppare sia malattie cardiovascolari che diabete di tipo 2. Grazie ai suoi comprovati benefici nella perdita di peso e alla sua capacità di migliorare alcuni fattori di rischio cardiovascolare quali glicemia, pressione arteriosa e colesterolo, orforglipron potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica significativa per gli oltre 100 milioni di adulti statunitensi affetti da obesità. I risultati di queste analisi sono stati pubblicati sulla rivista Diabetes, Obesity, and Metabolism.“L’associazione tra diabete e obesità non va valutata solo in ottica di controllo del peso, ma anche per il rischio di complicanze future che comporta – dichiara Paolo Sbraccia, Professore ordinario di Medicina Interna, Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Le nuove analisi post-hoc di ATTAIN-1 – un trial condotto su una popolazione ampia e diversificata, rappresentativa dei pazienti visti nella pratica clinica, con un disegno che si distingue dagli studi storici sull’obesità, mostrano che orforglipron è associato a una riduzione del rischio predetto a 10 anni di diabete tipo 2 compresa tra il 45% e il 57% in base alla dose, e fino al 18% per il rischio cardiovascolare con il dosaggio di 17,2 mg. Questi dati, insieme alle evidenze già consolidate sulla perdita di peso e sul miglioramento dei principali fattori di rischio cardiometabolico, confermano l’importanza di intervenire precocemente in obesità per ridurre il rischio futuro di diabete di tipo 2 e cardiovascolare, con possibili benefici sia per la salute dei pazienti sia per la sostenibilità dei sistemi sanitari».«Per molte persone che convivono con l’obesità o il sovrappeso, la preoccupazione non riguarda soltanto ciò che indica oggi la bilancia, ma anche la possibilità di sviluppare in futuro il diabete di tipo 2 o una malattia cardiovascolare», ha dichiarato Thomas Seck, M.D., Senior Vice President Product Development di Lilly Cardiometabolic Health. «Queste ulteriori analisidello studio ATTAIN-1 dimostrano che orforglipron è associato a una riduzione del rischio previsto a lungo termine di entrambe lecondizioni, oltre a una significativa perdita di peso. Abbiamo inoltre osservato evidenze che dimostrano come il trattamentodell’obesità e la riduzione del rischio delle sue conseguenze, quali le malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2, possano contribuire in modo significativo a contenere i costi sanitari. Questo ci rende davvero ottimisti riguardo a ciò che l’utilizzo a lungo termine di orofrglipron potrebbe rappresentare, sia per i pazienti sia per il sistema sanitario nel suo complesso».In queste analisi, la modellizzazione ha dimostrato che orforglipron era associato a miglioramenti clinicamentesignificativi nel rischio previsto a 10 anni di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari per tutte e tre le dosi. A72 settimane, i partecipanti che assumevano orforglipron 5,5 mg, 9 mg e 17,2 mg hanno mostrato una riduzione stimata, rispettivamente, del 45,0%, 50,0% e 57,0% nel rischio previsto di diabete di tipo 2 rispetto al placebo. 4,5 I partecipanti trattati con orforglipron 17,2 mg hanno inoltre mostrato una riduzione stimata del 18,0% del rischio previsto di malattie cardiovascolari rispetto al placebo.Dal 28 settembre al 2 ottobre si tiene a Milano il Congresso Easd, Associazione Europea per lo Studio del Diabete.-foto locandina Congresso Easd-(ITALPRESS).

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