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Attualità lunedì 28 novembre 2022 ore 11:00

Beni confiscati alle mafie in un Comune toscano su quattro

Il presidente Giani e l'assessore Ciuoffo con il prefetto Valenti e il direttore dell'Agenzia Corda
Il presidente Giani e l'assessore Ciuoffo con il prefetto Valenti e il direttore dell'Agenzia Corda

Sono terreni ed edifici ad uso abitativo e non: costituiscono un patrimonio da restituire all'uso pubblico. Grosseto la provincia che ne conta di più



FIRENZE — Un Comune su 4 in Toscana ha sul suo territorio un bene sottratto alle mafie. Sono terreni ed edifici ad uso abitativo e non solo che costituiscono un patrimonio di 687 beni da restituire ad uso pubblico. La provincia che conta il maggior numero di beni confiscati è Grosseto (80), seguita da Pistoia (62) e poi da Prato (47), mentre in coda si colloca Firenze (13). I dati sono fra quelli emersi stamani nel corso del convegno sulla materia organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione col suo Centro di documentazione cultura legalità democratica.

L'evento si è tenuto a Firenze in Palazzo Sacrati Strozzi, sede della presidenza della giunta regionale, con titolo “I beni confiscati alla mafia in Toscana. L’impegno dello Stato, della Regione e degli Enti locali per restituirli all’uso pubblico”.

Con 687 tra abitazioni, terreni, capannoni artigianali o industriali, la Toscana è al nono posto in Italia per i beni sottratti alla criminalità organizzata presenti sul territorio. In tutto il Paese sono più di 40.000. Una volta che gli immobili sono recuperati, le amministrazioni locali li destinano soprattutto a scopi sociali o a fini istituzionali, ma non mancano la vendita per arrivare al soddisfacimento dei creditori o gli usi governativi.

Lunghi tuttavia i tempi per l'assegnazione, 9 anni in media: “Non possiamo sequestrare i beni e poi essere costretti a tenerli inutilizzati per anni. Per accorciare i tempi serve un gioco di squadra tra Stato, Prefetture, Regione e Enti locali e soprattutto la concretezza degli amministratori”, ha affermato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani intervenendo al convegno che ha visto tra gli altri la presenza dell'assessore regionale alla cultura della legalità Stefano Ciuoffo, del prefetto di Firenze Valerio Valenti, del del direttore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati Bruno Corda.

Lo sforzo economico c'è: ammonta a 5,5 milioni di euro il plafond destinato dalla Regione da qui al 2024 per recuperare i beni riconvertendoli ad uso pubblico. Lo ha ricordato lo stesso Giani, definendo il recupero a fini sociali dei beni sottratti alle mafie una priorità.

Secondo Ciuoffo la questione tempi però resta dirimente: "Nove anni di media sono davvero troppi", ha sottolineato. Ed ha aggiunto: "Sono ormai maturi i tempi per una legge capace di snellire le troppo spesso defatiganti procedure che devono essere seguite e mi auguro si riesca ad approvarla presto".

“Il nostro compito – ha precisato poi il prefetto Valenti – è quello di stare a fianco degli enti locali perché si riescano ad accorciare i tempi attraverso un gioco di squadra tra Regione, Enti locali, e Stato, che dia al cittadino il segno della volontà comune di contrastare le mafie". 

Secondo Corda, comunque, la situazione in Toscana “è molto positiva per ciò che riguarda il contributo fornito dalla Regione per affrontare questo tema. In Toscana abbiamo già destinato in via definitiva circa 270 beni la grandissima parte dei quali agli enti locali. E altri contiamo di consegnarne in futuro”.


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