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Cronaca giovedì 21 aprile 2016 ore 12:40

Smaltivano rifiuti illegalmente

immagine di repertorio

Sequestrato dal Corpo Forestale un noto impianto di produzione calcestruzzo della Valtiberina dove era in corso il normale ciclo produttivo



SANSEPOLCRO — Nei giorni scorsi personale del Nucleo investigativo di Arezzo del Corpo Forestale insieme ai colleghi del pool ambiente della Procura di Arezzo, coordinati dall’Ispettore Serafini e in collaborazione con il Dipartimento ARPAT di Arezzo hanno svolto una serie di controlli in un noto impianto di produzione calcestruzzo della Valtiberina.

Durante alcuni appostamenti immediatamente precedenti al blitz veniva accertato in flagranza che un consistente quantitativo di rifiuti speciali veniva movimentato con mezzi meccanici per essere mescolato con del materiale misto cava ed essere poi inserito nel ciclo produttivo dell’impianto ai fini della successiva selezione e macinazione.

Contestualmente un operatore con betoniera è stato sorpreso mentre smaltiva illecitamente delle soluzioni acquose su acque superficiali di uno dei laghetti artificiali presenti all’interno dell’impianto. 

“Quanto visto dai berretti verdi in quella manciata di minuti – riferisce il Corpo Forestale dello Stato in una nota – è stato più che sufficiente per andare a chiedere conto e spiegazioni al titolare dell’impresa il quale da subito, di fronte all’evidenza dei fatti, non ha potuto far altro che aprire le braccia e mostrare tutta la documentazione aziendale dal cui esame veniva accertato che l’attività svolta ed in particolare quella di recupero rifiuti non solo avveniva in totale assenza di autorizzazione ma era in corso un vero e proprio smaltimento illecito di malta cementizia che andava a sommarsi con l’immissione su acque superficiali delle soluzioni di lavaggio delle betoniere”.

L’intera lavorazione è stata interrotta, tolta l’alimentazione e bloccato l’intero impianto è scattato il sequestro preventivo da parte della Polizia Giudiziaria di tutto il complesso, autocarri compresi, in quanto la libera disponibilità di tutto ciò poteva protrarre o aggravare le conseguenze del reato. Sono tutt’ora in corso le indagini sulle irregolarità riscontrate.


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