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Lunedì 05 Ottobre 2026

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

​Perchè beviamo il vino: perchè il suo alcol è “nobile”?

di Nadio Stronchi - Lunedì 05 Ottobre 2026 ore 08:00

La nostra attrazione per l'alcol non è solo un fatto evolutivo, è anche un aspetto antropologico della socialità le più volte positiva. I primi “studi” sono del 3900, e 1800 a C., dei Sumeri attraverso la loro dea Nin-ka-si (signora della birra). 

Laura Antonella Carli riprende i dati storici e scrive sull'alcol: quattro professori di mezza età, esausti e un pò spenti, siedono intorno a un tavolo di un ristorante. Uno di loro introduce una tesi dello psichiatra norvegese Finn Skarderud: "l'essere umano nasce con il deficit alcolico dello 0,05%". Il sangue, in altre parole, avrebbe bisogno di una piccola quota costante di alcol per funzionare meglio. 

Per capire perchè, oggi, l'alcol abbia un ruolo così ingombrante nelle nostre vite, tanto da dominare buona parte delle occorrenze sociali, bisogna fare un passo indietro di circa dieci milioni di anni. Molto prima delle anfore e dei brindisi, le foreste tropicali erano già sature di frutti maturi cascati in terra con in corso una fermentazione degli zuccheri causando un odore dolciastro di Etanolo, molto gradito da animali in modo particolare dalle scimmie che si ubriacavano solidarizzando tra loro (ipotesi molto probabile).

Dopo millenni, negli ultimi secoli la scimmia divenuta umana imparò a fare “vino” con una certa gradazione alcolica con gli stessi effetti solidali temporanei, tra gruppi di potere. Col tempo più popolazioni, più vini, più bevitori. C'erano vini molto alcolici e vinelli per la povera gente. Tra i nobili iniziò a farsi strada il sospetto che i più “furbi” facessero bere vino molto alcolico per imbrogliare i meno furbi. E' stato così per molto tempo. 

Oggi con la cultura enoica e sociale molto diffusa si beve meno ma meglio. A me pare che si bevano meno i vini di alta gradazione, per i quali molte persone si sentirebbero a disagio. C'è una riflessione di molti produttori nel decidere di fare vini da 12% a 12,5% gradi alcolici offrendo, comunque, vino ottimo in tutte le sue componenti organolettiche. Ricordo infatti quando gli esperti di vitivinicoltura affermavano che il giusto equilibrio climatico per avere vini citati prima era quello tra il 30° e 40° parallelo. Cioè dalla Finlandia fino a metà Campania. 

Oggi escono fuori tutte le contraddizioni di una vitivinicoltura “anarchica” che è contraddistinta da un “mare” di vigneti impiantati nei luoghi più impensati grazie ai favori di politici incompetenti e mercanteggianti. Perchè se non esistano delle programmazioni serie, cioè meno vigneti, rese basse, uso di vitigni geneticamente rafforzati, è una colpa che va divisa tra tutti i suoi “attori”. Ci sono però persone che ne hanno di più di altre, e quando arriveranno le crisi produttive e di consumi saranno loro a pagare per primi? Voglio vedere chi farà giornalismo eclatante.

Questa volta vi propongo due vini scelti da Leonardo Tedeschi, dirigente della FISAR del Val di Cornia, parlando dell'azienda agricola Le Querce nel Comune di Campiglia Marittima, in via Botro ai Marmi 5b. con un suo esame organolettico, da linguaggio tipico della scuola dei sommelier.

Azienda: AZIENDA AGRICOLA LE QUERCE

Gestita da : Federico e Valentina. Sono due persone molto giovani, con una passione immensa per produrre vino e olio, dando dei servizi enogastronomici e di rapporti con il pubblico che sono l'eccellenza. Hanno rilevato l'azienda che era solo sufficiente e l'hanno trasformata in un gioiello. Ricordo sempre chi lavora bene, in questo caso loro, “LAVORANO DI RICAMO”. Vi sembra poco?

PRIMO VINO IN DEGUSTAZIONE :

nome vino CLARETTE 2025 vermentino in purezza 100% gradazione 12.5% vinificazione solo acciaio

Degustazione:

alla vista si presenta di colore giallo paglierino e nel bicchiere la sua scorrevolezza risulta essere poco densa, in fase olfattiva emergono note agrumate, frutta a pasta gialla come la pesca, note floreali, mentre in fase gustativa , oltre a quanto descritto in fase olfattiva , troviamo nota mandorlata sul finale tipica del vermentino, notevole acidità , molta sapidità dettata dalla vicinanza dal mare e una chiara nota mandorlata

Per aperitivi e antipasti a base di pesce

SECONDO VINO IN DEGUSTAZIONE

nome vino DODICI LUNE 2022 VIOGNER in purezza 100% gradazione 13.5% vinificazione 6 mesi in barrique,6 mesi anfora terracotta, 12 mesi affinamento in bottiglia.

RICONOSCIMENTI 2024 E 2025 MEDAGLIA ORO AL MERANO WINE FESTIVAL

Degustazione :

alla vista si presenta giallo dorato ,nel bicchiere la sua scorrevolezza si presenta densa, in fase olfattiva emergono molti fattori ma in modo elegante quali vaniglia,albicocca,fiori bianchi di gelsomino, mentre in fase gustativa oltre a ritrovare quanto detto ,abbiamo una sensazione vellutata ed avvolgente molto persistente in cui spiccano mineralità ,sapidità note di miele ,spezie dolci accompagnato tutto questo da una ottima acidità.

Ottimo con formaggi stagionati, ma è un vino molto versatile può essere abbinato a tutto pasto giocando sui contrasti dei sapori.

Nadio Stronchi

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