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Lunedì 22 Giugno 2026

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

Scuola di vita e creatività

di Nadio Stronchi - Lunedì 22 Giugno 2026 ore 08:00

LA CANTINA Ca' Marcanda evidenziata in blu, ubicata sulla bolgherese

L'evoluzione della crescita culturale di un agricoltore nella sua terra, si conclude con la creazione di un vigneto dal vitivinicoltore “giusto” “COME FOSSE UNA TESI UNIVERSITARIA”

C'è chi nasce in una casa dove ci sono tanti libri; E' li c'è la cultura pura. C'è chi nasce in una casa dove c'è tanta buona terra da lavorare; E' li ci vuole tanta volontà di fare. C'è chi nasce in una casa nella quale ci sono dei vigneti, una cantina e del buon vino. E li ci vuole uno che migliori quel vino e lo faccia diventare eccelso. 

Ebbene. Angelo Gaja, di Barbaresco in Piemonte, ha ereditato e attraversato tutto ciò; Assorbendo come fosse lui “una barbatella” la cultura della terra usata bene, dandole la possibilità di nutrire la vite, il frutto e offrire a tutti il suo vino evoluto da buono, in tempi passati, a ottimo in tempi recenti e attuali. Questa è SCUOLA DI VITA E DI CREATIVITA'. O... gente, Angelo Gaja non ha bisogno delle mie sviolinate fatte con il cuore e la passione che ho dell'enologia, ma quando uno si mette li a pensare e fare dei paragoni sui cultori di vini, Angelo è il primo che ti sovviene. Ho avuto la fortuna di parlarci, quando facevo ricerche sulla agricoltura e le aziende vinicole; E' di un pragmatismo sublime, dice l'essenziale ed ecco perchè arriva ai suoi traguardi con dinamismo. E' venuto a Bolgheri non perchè ci sono i cipressi, pur rispettando il Giosuè Carducci, ma perchè, penso io, a Bolgheri c'è storia, anche se non antica come quella del Piemonte; Ma cultura in crescendo, penso io, e lui ha voluto dare il suo contributo con l'Azienda vinicola CA'MARCANDA. Bolgheri è diventata una scacchiera di diversità culturali e anche enoiche, anche se i vini dipendono da disciplinari rigidi e disciplinari più liberi. La creatività cresce e con essa anche il tipo di uve; Come sappiamo le IGT hanno più spazio diversificante e ci sono dei produttori che per un vino usano molte uve

Come per esempio l'azienda Guado al Melo; Come sappiamo il suo conduttore Attilio Scienza ha una mente sperimentale che va oltre il suo incarico di Docente di Viticoltura. Ma Angelo Gaja “vola” libero e lui non è uguale a nessuno. Alcuni amici con cui ho parlato, che hanno degustato i suoi vini, mi hanno riferito che sono diversi agli altri di Bolgheri. Gli ho risposto come la penso io: Angelo mira alla finezza a tutto tondo dei suoi vini; Nei quali cogli ogni caratteristica. Tutto tondo come fosse la creazione di in mappamondo ben fatto. Se vi metteste a fare mappamondi, li fareste senza un pezzo di mare o di terra? E senza i colori giusti? I vini di Angelo sono di colore giusto, di armonia di finezza delle sfumature. Un consumatore libero e con nozioni enoiche essenziali li capisce subito. Il sottoscritto c'ha messo un po ma alla fine è arrivato il tutto tondo. Angelo Gaja ha passato il “testimone” ai figli; questa per alcuni è alienazione? Io dico che è fortuna e avere “seminato” bene. Che il vostro lavoro duri e sia tramandato. 

Un aspetto dell'azienda vinicola Ca' Marcanda e quello di trovare una combinazione di uve per migliorare, verso l'eccelso, i propi vini. Il vino IGT “Vista Mare” origine dal luogo dove nascono le viti di questo vino; Sono Vermentino, Vionier e Fiano. “VISTAMARE” vino bianco IGT di Bolgheri. Per quello che so, Angelo Gaja, non era, in passato, un amante del vino bianco, ma, uno come Lui che ha la creatività nel “sangue”, non poteva non provare a creare un ottimo vino Bianco. Ecco la mano sapiente di Angelo e dell'enologo Passoni, friulano, e la “REGISTA enologa Valentina “partorire” VISTA MARE, 2024, fatto con uve di Vermentino, Vionier e una piccola parte di Fiano di Avellino; Poco ma si sente e secondo il mio modesto giudizio, ci vorrebbe un poco di più di Fiano; 

Quanto? E bè.......questo spetta ai loro creatori. Può darsi che mi sbagli, ma vedremo col tempo. 

Ecco le mie sensazioni organolettiche del VISTAMARE 2024. Colore: giallo paglierino con tonalità equibrata. Olfatto: elegante, equilibrato, con sentori di fruttato e floreale di fiori di Acacia. Gusto: armonico, sapido, si ripete il fruttato, ben strutturato, finisce con persistente eleganza.

Nadio Stronchi

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