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Venerdì 24 Luglio 2026

LE PREGIATE PENNE — il Blog di Pierantonio Pardi

Pierantonio Pardi

Pierantonio Pardi ha insegnato letteratura italiana all’ITAS “ Santoni” di Pisa fino alla pensione. Il suo esordio narrativo è stato nel 1975 con il romanzo "Testimone il vino" , ristampato nel 2023 sempre dalla Felici Editore, nel 1983 esce "Bailamme" (ristampato nel 2022 con Porto Seguro editore). Negli anni seguenti ha pubblicato come coautore “Le vie del meraviglioso” (Loescher,1966), “Il filo d’Arianna (ETS, 1999) e da solo “Cicli e tricicli” (ETS 2002), “Graaande …prof (ETS, 2005) e “Il baffo e la bestia” (ETS 2021), "Erotiche alchimie" (ETS,2024) e "La disgrazia di chiamarsi Lulù" (Felici Editore, 2024). Ha curato l’antologia “Cento di questi sogni” (MdS, 2016) ed è direttore editoriale della collana di narrativa “Incipit” (ETS)

​Aldo Palazzeschi "Sorelle Materassi"

di Pierantonio Pardi - Venerdì 24 Luglio 2026 ore 07:30

Un romanzo dove la psiche e l’eros si intrecciano in modo tragicomico, anche se, alla fine, ci sarà una netta prevalenza del tragico.

Finita l’epoca delle avanguardie, negli anni Trenta (Palazzeschi aderì al futurismo, scrivendo il romanzo “Il codice di Perelà” ) Palazzeschi sembra tornare a forme più tradizionali. Vanno però distinte due fasi. La prima comprende il romanzo Sorelle Materassi (1934) e Il palio dei buffi (1937) ; in questa fase la tradizione è accettata, ma anche rielaborata ironicamente e giocosamente. La seconda fase comprende gli anni Quaranta e Cinquanta con I fratelli Cuccoli del 1948 e Roma del 1953; la tradizione è rispettata maggiormente, mentre viene meno la carica dissacrante. Chiudo questo breve preambolo, comunque necessario e vado a raccontare questo che, a mio avviso, è uno dei romanzi più originali e interessanti del nostro Novecento letterario.

La trama

Ambientato nei primi anni del ventesimo secolo a Santa Maria di Coverciano sobborgo di Firenze narra la vicenda di quattro donne che vivono una vita tranquilla e isolata. Tre di esse (Teresa, Carolina e Giselda), sono sorelle: le prime due sono nubili, la terza è stata da loro accolta essendo stata respinta dal marito. Teresa e Carolina sono abilissime sarte e ricamatrici e vivono cucendo corredi da sposa e biancheria di lusso per la benestante borghesia fiorentina. Giselda, delusa dalla vita e da un matrimonio fallito, tende all'isolamento e si lascia tormentare da un rabbioso risentimento. Una dose di popolaresco ottimismo e di serena saggezza è introdotta nella vita familiare dalla fedele domestica Niobe che tranquillamente invecchia insieme alle padrone.

Tutto sembra scorrere su tranquilli binari quando nella casa giunge Remo, il giovane figlio di una quarta sorella, Augusta, morta ad Ancona. Bello, pieno di vita, spiritoso, il giovane attira subito le attenzioni e le cure delle donne i cui sentimenti parevano addormentati in un susseguirsi di scadenze sempre uguali. Istintivamente Remo si rende conto di essere l'oggetto di una predilezione venata di inconsapevole sensualità e approfitta della situazione ottenendo immediata soddisfazione a tutti i suoi desideri e a tutti i suoi capricci. Il sereno benessere della vita familiare comincia ad incrinarsi: Remo spende più di quanto le zie guadagnino con il loro lavoro e le sue pretese non hanno mai fine. Giselda è l'unica a rendersi conto della situazione ma i suoi avvertimenti rimangono inascoltati. A poco a poco Teresa e Carolina spendono tutti i loro risparmi per soddisfare le crescenti esigenze del nipote, poi iniziano a indebitarsi e infine sono costrette a mettere in vendita la casa e i terreni che avevano ereditato dal padre. Alla fine, sopraffatte dall'incombente miseria, le sorelle acconsentiranno a firmare una cambiale con cui ipotecano completamente tutti i loro guadagni.

In seguito Remo lascerà la casa delle zie e si fidanzerà con Peggy , una ricca ereditiera americana. Tornato a Coverciano per il matrimonio, confesserà velatamente alle sorelle Materassi che in realtà il suo amore per la ragazza è del tutto interessato, e che probabilmente la lascerà una volta che non gli servirà più. Le zie mostrano freddezza nei confronti della fidanzata di Remo, e partecipano alle nozze con riluttanza e gelosia, confortate esclusivamente dal pensiero che prima o poi Remo tornerà a stare con loro.

Subito dopo il matrimonio, il ragazzo parte e non tornerà mai più a Coverciano. Teresa e Carolina, ormai cadute in disgrazia e povertà, riescono a tirare a campare svolgendo piccoli lavori di sartoria. Giselda, l'unica ad aver capito quanto Remo le abbia sfruttate, decide di rimanere con loro per spirito di carità, ma abbandona poi la casa in seguito a un furioso litigio che ha come oggetto il nipote. Finalmente rassegnate al fatto che Remo non tornerà mai più, Teresa, Carolina e Niobe vivranno nel triste ricordo del ragazzo, ancora pregno di amore nonostante il male che questi ha fatto loro.

In questo romanzo l'erotismo non è mai espresso in forma esplicita o viscerale, ma vive in una dimensione sotterranea, sublimata e velatamente morbosa.

Emblematica a questo proposito la scena del bacio che Carolina darà al nipote, sul treno che li riporta da Ancona a Firenze:

Carolina, forse per giustificare a se medesima la forza del proprio impulso, o per sciogliersi da un groviglio di sensazioni che le stringevano il cuore, a quel sorriso che si ripeté non fu capace di resistere: abbracciò il ragazzo e lo baciò sulla bocca. E quegli, a sua volta, più che renderle il bacio, abbandonò la bocca alla bocca della donna, né facendo atto di ritirarla, ma disposto a elargirla a piacere. Fu essa che, avvertendo un ignoto turbamento a quel contatto che si protraeva si trasse smarrita, seguitando a guardare la bocca di lui rimasta impassibile, imperturbabile, quasi che il colpo di tenerezza avesse rappresentato per il giovane un atto meccanico, senza la più piccola profondità, e senza lasciare la minima traccia, Carolina, invece, si era sentita afferrare , travolgere da un capogiro, dopo del quale era diventata tutta rossa.

Teresa, dal canto suo, ha notato che il nipote cerca in ogni momento di stare da solo con lei:

Ma pareva che Remo facesse di tutto per incontrarsi da solo a solo con lei nella penombra delle scale. Si indugiava in quella oscurità quando ella doveva passare , la seguiva a distanza, finché una volta, che in tale oscurità egli le faceva sentire i propri occhi , lo prese, lo strinse, lo baciò a lungo e forte. Il ragazzo le abbandonò la bocca come non fosse stata una parte di sé. Ma lei, dopo il bacio, andò a rinchiudersi in camera turbatissima, né mai più da allora lasciò rinascere in sé un tal desiderio che aveva dovuto nascondere.

Ora, c’è da dire che Teresa e Carolina, all’epoca dei fatti, zitelle cinquantenni, fino a quel momento avevano baciato solo ragazzini piccoli e mai un adolescente bello e virile nonostante l’età. Remo, dal canto suo, è un seduttore passivo, ha solo quattordici anni, ma ha l’istinto del predatore. Svilupperà nel tempo, visto che vivrà otto anni con le zie, tecniche di seduzione più elaborate e intriganti.

Attraverso l'ironia grottesca e dissacrante l'erotismo diviene la forza dirompente che scardina la routine rigida e asettica delle due protagoniste, Teresa e Carolina e che passa attraverso la repressione e la sublimazione del corpo.

Prima dell'arrivo del nipote Remo, le zie Materassi conducono un'esistenza quasi monastica, interamente votata al lavoro di ricamatrici di biancheria intima da sposa.

C'è una profonda ironia nel fatto che Teresa e Carolina ricamino con maestria corredi nuziali e pizzi preziosi per i corpi di altre donne senza aver mai sperimentato la passione o la maternità. La loro sensualità è rimasta congelata e incanalata unicamente nella cura ossessiva del dettaglio tessile.

L'arrivo del giovane nipote Remo, bello, esuberante, atletico e sfacciato, rompe questo equilibrio di castità e lavoro:

Remo incarna la bellezza fisica incontaminata e l'ambiguità. È un corpo giovane, forte e consapevole del proprio potere di seduzione sui corpi invecchiati e repressi delle zie.

L'attrazione delle zie per il ragazzo non si traduce mai in un atto concreto (rimane casta sul piano pratico), ma si manifesta nel desiderio di accarezzarlo, nutrirlo, vestirne e adornarne la persona. È una forma di erotismo matriarcale e devoto, mescolato a una fascinazione estetica sensuale.

Gli acquisti sconsiderati che Remo pretende (automobili, vestiti di taglio impeccabile, cavalli) diventano per le zie degli estensioni del suo corpo desiderabile. Pagare i suoi debiti equivale a un possesso illusorio della sua giovinezza.

L'impatto di Remo sulle due donne provoca un vero e proprio risveglio sensoriale a cui corrisponde una rinascita estetica

che vede le due anziane signorine ricominciare a curare il proprio aspetto, usare profumi, aprirsi al mondo esterno.

E Remo le porta in giro con la sua auto, al caffè, al teatro e quando qualche suo amico gli chiede chi siano quelle due befane, ecco cosa risponde:

Sono le mie scimmie ammaestrate, ogni tanto do un po’ d’aria alle mie scimmie. Porto i pappagalli a far vedere, ho bisogno di far soldi, voglio mettere un baraccone.

Esiste una componente di masochismo erotizzato nel modo in cui le zie si lasciano spogliare dei propri beni dal ragazzo. Il disastro finanziario e la perdita di tutto ciò che hanno costruito non produce disperazione, ma una sorta di estasi martiriale.

Il culmine dell'erotismo sublimato del romanzo risiede nell'epilogo, quando Remo si sposa con Peggy la ricca ereditiera e parte per l'America:

Le zie, ormai cadute in miseria, ricevono una fotografia di Remo in costume da bagno.

Invece di nasconderla con vergogna per la rovina subita, incorniciano la foto e la espongono nel salotto come una vera e propria reliquia sacra.

La visione del corpo avvenente del nipote diventa il loro unico conforto e premio, la prova tangibile che la loro esistenza grigia è stata, per un momento, accarezzata dalla bellezza e dalla sensualità.

Palazzeschi riesce a muoversi con maestria tra la commedia e la tragedia, creando un'atmosfera sospesa tra il riso e la malinconia. Il lettore è testimone della follia delle sorelle, del loro incondizionato amore per Remo, un amore che le porta alla rovina economica.

Nonostante la loro ingenuità e la loro "stupidità" nel farsi manipolare, le sorelle Materassi non perdono mai la loro umanità e la loro dignità. La loro storia è un ritratto agrodolce della società dell'epoca, della solitudine femminile, dell'avidità giovanile e del potere corrosivo del fascino.

Il romanzo è un'opera che riesce a essere al contempo spassosa e amara, una satira della provincia e un'analisi psicologica profonda.

Pierantonio Pardi

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