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domenica 02 ottobre 2022

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

​Ebbene sì, l’ho preso anche io!

di Federica Giusti - venerdì 25 marzo 2022 ore 07:30

Ragazzi che devo dire, dopo due anni di pandemia, a metà marzo il Covid è venuto a trovare anche me! Ogni sera, puntuale, ricevo la mail di aggiornamenti di Qui News, e ogni sera, puntuale, leggo gli articoli sull’incidenza dei casi e su come vadano le cose in Toscana rispetto alla pandemia. E mi ha fatto strano leggere “Oggi in provincia di Pisa X nuovi casi”, e sapere che tra quelli, una ero io. Non mi fraintendete, so benissimo che ormai, ad oggi, sono più i cittadini che hanno contratto il virus di quelli che sono riusciti a scamparla, ma non vi nego che fa un certo effetto, anche a distanza di due anni, rientrare nella casistica nazionale.

Anni fa, i primi miei pazienti ad aver contratto il virus, ricordo che mi parlavano di senso di impotenza, vergogna e rabbia, conditi da una grande, grandissima paura per la propria salute e per quella dei loro cari.

Oggi, almeno in parte, è diverso. Ci si sente sempre meno untori della società, è minore il senso di colpa come se poi uno se lo andasse a cercare, e, quindi, anche la vergogna è minore. Ma fa strano lo stesso, almeno per me è stato così.

Corri a mettere in protezione tutti, per fortuna al primo sintomo ho avuto la possibilità di chiudermi in casa e lavorare a distanza, senza correre il rischio di contagiare nessuno. E, di nuovo, per fortuna, ho una casa abbastanza isolata, con un giardino che mi permette anche di andare fuori, senza entrare in contatto con nessuno.

Altra fortuna, quella di poter lavorare comunque e farlo da casa. Anche se, talvolta, può diventare un’arma a doppio taglio, perché magari hai preso impegni ma stai un po' peggio, ti senti più affaticata, ma non stai così male da dover annullare gli appuntamenti, di nuovo per fortuna!

E poi capisci, ancora una volta, quanta verità sta nella frase secondo cui la vita è il 20% ciò che ti accade e l’80% il modo in cui tu reagisci a questi eventi. E accetti, semplicemente. Devo dire che un attimo di pura follia ce l’ho avuto, e mio marito e le mie amiche più strette ne sanno qualcosa! Pensi alle rinunce che devi fare, nel mio caso, alcune visite mediche che aspettavo da tempo, la possibilità di condividere spazi con la mia famiglia, l’idea di non poter fare quel salto in cimitero per la Festa del Papà, gli appuntamenti in studio che avevo già dovuto spostare e che, di nuovo, avrei dovuto rimandare a data da destinarsi, un po' di sana paura da libero professionista di perdere senza recuperare, e poi, ultima ma non certo ultima, un insano terrore che i sintomi possano andare peggiorando. Nel mio caso, questo insieme di pensieri ruminanti ben conformi al mio stile di pensiero ansioso, è durato poco tempo. Un po' di rabbia, qualche lacrima di frustrazione e poi non ti rimane altro che riprogrammare, anzi, non programmare affatto. Allora ho sperimentato qualche mattina di risveglio naturale, senza nessuna sveglia puntata. Il bello di stare in tuta senza sentirmi a disagio (io, normalmente, amo stare con i tacchi anche in casa, non sono solita avere un look sportivo), poter preparare il pranzo con calma e farmi anche un po' coccolare, come l’amica che mi ha portato il mio cornetto vegano preferito lasciandomelo al cancello!

Un lavoro ad un ritmo più umano, maggiori ore di sonno, una sana dose di noia (che non dobbiamo mai dimenticare essere la nostra maggiore fonte di creatività), un bel po' di tempo trascorso con i miei pelosetti che mi hanno sorvegliata notte e giorno, qualche serie interessante, alcune molto sciocche ma utili per staccare il pensiero ed alleggerire, e sempre un buon libro tra le mani.

Federica Giusti

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